Le valutazioni genetiche della Pezzata Rossa Italiana sono sempre più internazionali: da dicembre 2025 anche
gli indici genetici della produzione di latte saranno calcolati con il modello europeo DAC “borderless”.
La Commissione Tecnica Centrale del Libro genealogico della Pezzata Rossa Italiana, riunitasi martedì 11 novembre presso la sede dell’ARA Puglia A Putignano (Bari), ha deliberato favorevolmente alla partecipazione alla valutazione genetica “borderless” per i caratteri produttivi latte. Si tratta di una valutazione multi paese dove le singole nazioni coinvolte (Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Ungheria e Italia) condividono pedigree, fenotipi e genotipi, come si trattasse della medesima popolazione. La valutazione si basa su un dataset che conta oltre 400 milioni di dati di produzione giornaliera e la disponibilità di circa un milione di genotipi; l’Italia contribuisce per solo il 2% a questa mole di dati, ma i benefici sono per tutti in egual misura. Il paese leader come massa di dati è la Germania con circa due terzi, seguita dall’Austria con il 18%. Il denominatore comune è il pedigree, ovvero le informazioni anagrafiche; infatti, tutte queste popolazioni sono legate dal fatto che la maggior parte dei tori hanno figlie in molti di questi paesi e nel nostro caso oltre 2/3 della popolazione maschile è in comune con gli altri.
La valutazione degli animali nazionali beneficerà in maniera significativa della notevole quantità di dati coinvolta. Si tratta di una svolta epocale, frutto di una nuova visione sempre più globale della genetica e che ci consentirà di aumentare notevolmente l’attendibilità degli indici genomici, a tutto vantaggio di un progresso genetico più veloce a favore degli allevatori di Pezzata Rossa Italiana; l’attendibilità media dei nostri riproduttori avrà infatti un incremento di circa venti punti % passando mediamente dal 60 all’80% per la produzione di latte.

Con questo tipo di valutazioni “borderless” il confronto tra paesi è immediato e non necessita di alcuna conversione; da questo confronto la genetica Italiana si è dimostrata di un livello paragonabile a quello degli altri paesi Europei, nonostante le dimensioni di popolazione più modeste, infatti il trend genetico della quantità di latte, sia dei tori che delle vacche nazionali, sono sovrapponibili a quelli degli altri. I nostri riproduttori non sono pertanto penalizzati da questa importante innovazione, mentre quelli esteri beneficiano del fatto che non subiscono più alcuna detrazione conseguente alle conversioni Interbull. Gli allevatori e i tecnici presenti alla CTC hanno tutti apprezzato i notevoli vantaggi di questo cambiamento, come pure i centri di FA aderenti al programma IMPRITALY che ne esce molto rafforzato grazie a questa valutazione genetica/genomica più accurata e più stabile nel tempo in virtù della maggior correlazione tra il valore genomico e quello futuro da toro provato.
Il modello di valutazione utilizzato è il GBLUP Single Step che nella parte convenzionale adotta il modello “MultiTrait Random Regression”; si tratta di un modello di valutazione genomica tra i più avanzati al mondo che anche dopo l’ingresso dei dati italiani ha superato brillantemente il GEBV Test che Interbull richiede per la validazione ufficiale. Il modello di valutazione viene continuamente aggiornato grazie ad uno staff di 6 genetisti specializzati che lavorano presso il centro di calcolo LfL a Monaco di Baviera, ma che periodicamente si confrontano con i rispettivi colleghi degli altri paesi.
Oltre agli indici genomici per i caratteri produttivi di latte, grasso e proteine, gli allevatori italiani potranno disporre di altri due indici accessori, la persistenza di lattazione e l’indice di maturità produttiva. Il primo indica il valore genetico di un animale per una forma della curva di lattazione più piatta possibile, ovvero il mantenimento della produzione di latte fino alla fine della lattazione. Il secondo indice rappresenta l’attitudine ad aumentare la produzione dalla prima lattazione a quelle successive; in altre parole, esiste una variabilità genetica rispetto al rapporto produttivo all’inizio della carriera (prima lattazione) rispetto all’età matura (terza lattazione ed oltre).
Un’altra importante decisione presa dalla CTC in Puglia è l’approvazione dell’indice genetico SALUTE DEI PIEDI (ISP), anche questo “borderless”, infatti i dati utilizzati sono quelli di Austria, Germania e Repubblica Ceka unitamente a quelli italiani. Anche questo indice viene calcolato con il metodo GBLUP SingleStep, MultiTrait che oltre alle lesioni podali rilevate da maniscalchi e podologi comprende anche quelli morfologici (punteggio finale di Taglia e Arti&Piedi) e di longevità intesa come cause di eliminazione per problemi podali. La pubblicazione di questo indice genetico è uno dei tanti risultati del progetto Dualbreeding che ha consentito di sviluppare di un sistema di raccolta dati tramite i maniscalchi convenzionati con ANAPRI per la rilevazione delle lesioni podali secondo l’atlante ICAR. Si tratta di un primo passo importante verso una selezione genetica sempre più orientata alla salute degli animali e al loro benessere. La partecipazione alla valutazione DAC è stata infatti la condizione primaria per aderire al consorzio GenoSelect che ha come obiettivo ambizioso la genotipizzazione intensiva della popolazione femminile e la contestuale rilevazione dei caratteri salute finalizzata ad una continua estensione della valutazione genomica della resistenza alle malattie nella sua forma più ampia.
In conclusione, mai come in questa occasione l’unione fa la forza, quella di una razza moderna e competitiva, oggi più che mai.
Ad maiora
