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Congresso Mondiale

21° CONGRESSO MONDIALE DELLA SIMMENTAL IN POLONIA!

 

Sotto, in allegato, il programma completo.

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Squacquerone

A seguito alleghiamo la comunicazione dell’Associazione Squacquerone di Romagna DOP dalla quale si evince che Regione Emilia Romagna, Ministero dell’Agricoltura e Comunità Economica Europea hanno preso atto delle modifiche apportate al Disciplinare di Produzione del formaggio Squacquerone DOP. Queste ultime, fra l’altro, prevedono anche l’utilizzo di bovine PRI per la produzione del formaggio Romagnolo, accogliendo le richieste di alcuni allevatori che, incomprensibilmente, non potevano utilizzare la PRI per produrre lo Squacquerone, così come avevano sempre fatto sino a quel momento, a causa del Disciplinare precedente che non contemplava la PRI fra le razze autorizzate.

L’ ANAPRI

 

 

Gentile Associazione Nazionale Allevatori Pezzata Rossa,

Egregio Direttore Dott. Daniele Vicario,

a nome dell’Associazione Squacquerone di Romagna DOP,  con piacere Vi comunichiamo che nella giornata di GIOVEDI 26 MAGGIO 2016 alle ore 14:30 presso la sede del CNA di Forlì, Via Pelacano 29 – 47122 FORLI,  alla presenza dei funzionari del Ministero e del Dott. Ventura della Regione Emilia Romagna, si terrà la riunione di pubblica audizione per la modifica del disciplinare di produzione dello Squacquerone di Romagna DOP.

Fra le modifiche apportate al disciplinare vi è anche l’introduzione della razza Pezzata Rossa Italiana fra le razze ammesse alla produzione di latte idoneo per lo Squacquerone di Romagna DOP.

Si fornisce in allegato la versione modificata del disciplinare di produzione, che sarà oggetto di discussione durante la pubblica audizione.

Vi chiediamo di dare comunicazione della riunione di pubblico accertamento sul vostro sito internet e ai vostri associati.

L’occasione ci è gradita per porgerVi cordiali saluti.


Associazione Squacquerone di Romagna DOP

Dott. Luca Comellini



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Veneto

Pezzata Rossa Italiana in Veneto

I dati della consistenza e delle produzioni della PRI in Veneto sono a dir poco estremamente positivi.In questi anni la PRI in Veneto, in controtendenza rispetto ad altre razze, mostra un aumento delle consistenza importante sia in termini di bovine sottoposte ai controlli funzionali che di allevamenti. In particolare Belluno, Padova, Verona e Vicenza, negli ultimi 10 anni incrementano notevolmente nel numero di soggetti e, nelle ultime tre, anche nel numero di nuovi allevamenti. Come si può notare, contrariamente a quanto era ipotizzabile, la razza progredisce numericamente o si mantiene stabile, anche in zone di pianura. Peraltro la provincia di Belluno è quella che ha un numero di PRI più consistente. Inoltre, anche a Verona e Vicenza, gli allevatori delle zone montane mostrano un interesse via via crescente e il colore bianco e rosso del mantello PR popola sempre più numeroso i pascoli delle montagne venete.  

Il numero medio di soggetti per allevamento rimane molto basso: 14,2.  Questa entità però non è diversa da quanto succede in ambito nazionale nella PRI; ciò, in parte, è da far ricadere sull’inserimento di aziende da poco associate che stanno sperimentando l’introduzione di soggetti PRI in mandrie di altre razze. La tipologia aziendale è quanto di più diversificato, passando da stalle a stabulazione fissa e con alimentazione tradizionale ad altre che adottano l’utilizzo del robot di mungitura.

Le produzioni fenotipiche sono un poco superiori alla media nazionale (6928 kg al 3,79%di grasso e al 3,42% di proteine), anche se, nelle zone di pianura e nelle aziende specializzate, la quantità di latte prodotta supera abbondantemente i 7000 kg, con buoni titoli in grasso e proteine, pur rimanendo ottimali i parametri riproduttivi. Chi trasforma direttamente in formaggio o vuole ingrassare i vitelli maschi trova nella PRI uno strumento di valorizzazione dei prodotti aziendali che ha pochi concorrenti. Va giustamente puntualizzato che sei aziende venete si inseriscono fra i 60 allevamenti italiani di PR con le produzioni più performanti: Da Rold, Pozzerle, Sacilotto , Levis, Possamai e Ramin. Ciò a dimostrazione che la reale produttività della razza, laddove trova degli allevatori interessati a “spingere le bovine”, ha dei margini ancora importanti.  Peraltro, non solo un a buona produzione di latte, qualitativamente di alta qualità, sembra essere l’unico motivo di questo successo della PRI in regione dove, altre razze, hanno dati più rilevanti.

Un vitello ben richiesto dai numerosi ingrassatori veneti ed una discreta valorizzazione della vacca a fine carriera, unito ad una proverbiale fertilità, longevità, resistenza alle malattie ed in particolare alla mastite, unita ad una ottima adattabilità al pascolo, fanno della PRI un razza eclettica e di facile gestione, idoneo alle più svariate tipologie di allevamento.   In particolare sulla fertilità, dai dati pubblicati sul bollettino AIA 2015, la PRI risulta avere il valore più basso tra tutte le razze, relativamente alla media dell’intervallo parto-concepimento, con soli 138 giorni. Anche le meticce, che sotto questo profilo dovrebbero essere le migliori, presentano un valore (145 giorni) superiore alla PRI, mentre le altre razze da latte più diffuse hanno valori di 170 e 175 giorni, rispettivamente per Bruna e Frisona.

Questi sono i principali motivi che spiegano come una razza, in controtendenza ad altre, continua ad aumentare sia il numero dei soggetti che quello dei suoi allevatori.

 

VENETO  2005 2014 2015 
Capi   4828 5839 6098 
Allevamenti     403 427 
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Novità

E' uscito il nuovo catalogo tori!

Catalogo tori

 

Disponibile nell'allegato qui sotto!

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