Primo grado

ANAPRI si trasforma in ENTE SELEZIONATORE associando direttamente gli ALLEVATORI

Nell’assemblea dei soci in seduta straordinaria, tenutasi a Udine presso la sede ANAPRI sabato 22 dicembre, si è compiuta una trasformazione epocale dell’associazione nazionale allevatori di Pezzata rossa italiana (ANAPRI), nella quale le associazioni allevatori territoriali, prima APA oggi ARA, lasciano la compagine associativa per far entrare direttamente gli allevatori.

Un passaggio importante che disegna un nuovo futuro per l’associazione di questa razza, fondato su un rapporto diretto con i suoi allevatori e che ottempera agli orientamenti del nuovo decreto legislativo 52/2018 che prevede appunto la trasformazione in ente di primo grado; lo stesso decreto prevede inoltre la specializzazione dei ruoli tra enti selezionatori da una parte per l’attuazione dei programmi genetici, e gli enti addetti alla raccolta dei dati dall’altra. I vecchi soci, le ARA/APA, sono infatti addetti alla raccolta dei dati, funzione fondamentale per l’attuazione dei programmi genetici, ma che rispetto ai quali non ci deve essere legame, in nome della terzietà dei dati raccolti e utilizzati.

L’assemblea è stata molto partecipata, con la presenza di 18 soci su 23 totali, provenienti da quasi tutte le regioni italiane, testimoniando l’interesse verso il futuro dell’associazione. Erano presenti infatti i presidenti delle Associazioni Regionali Allevatori del Friuli-V.G., di Bolzano, Trento, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Campania e le restanti erano rappresentate per delega.

Il presidente Moras Franco nel ringraziare tutti i presenti non ha nascosto la soddisfazione per il risultato raggiunto con questa trasformazione, che vede, per il futuro, gli allevatori di Pezzata Rossa Italiana ancor di più al centro di tutta l’attività di ANAPRI. In particolare, ha voluto ringraziare l’intero consiglio direttivo composto da 9 allevatori, tutti di diverse regioni italiane, che hanno condiviso con lui questa modifica dello statuto sociale, non senza ostacoli di ordine politico-organizzativo. Quando si compiono trasformazioni importanti come questa, bisogna cercare di stabilire nuovi equilibri senza stravolgere i precedenti e questo non è sempre facile.

Il direttore Vicario Daniele ha sottolineato che con questa trasformazione inizia una nuova era, molto impegnativa perché ricca di nuove sfide, prima fra tutte quella di adeguare in tempi rapidi l’operatività dell’associazione a misura di una nuova compagine associativa di oltre 3000 allevatori presenti sull’intero territorio nazionale. Inoltre, la sfida sarà anche in ambito internazionale perché questa riorganizzazione discende dal nuovo regolamento europeo 1012/2016 che prevede anche la possibilità per gli allevatori di aderire ad organizzazioni estere. L’obiettivo di ANAPRI e dell’intero sistema allevatori è quello di tenere uniti gli allevatori nelle organizzazioni italiane per ciascuna razza o specie, ma per riuscirci bisognerà essere capaci di dare servizi di qualità nel settore della genetica e dimostrare di avere un programma genetico capace di dare risultati tangibili.

ANAPRI è pienamente consapevole della difficoltà di questa sfida, ma i risultati ottenuti finora, sia in termini di incremento della popolazione in selezione che di qualità delle produzioni, sono più che incoraggianti. Quasi 10000 vacche incrementate in 10 anni su 60000 totali oggi registrate in Libro Genealogico rappresentano un punto di forza indiscutibile, così come l’incremento della produzione media di latte che oggi supera i 7100 kg per lattazione, quando 10 anni prima superava appena i 6600.

La genetica italiana di questa razza, in particolare del materiale seminale dei tori allevati nei centri di Fiume Veneto (PN) e Moruzzo (UD), sta riscontrando nuovo interesse anche sui mercati esteri; recenti sono le esportazioni di seme in Africa (Camerun, Uganda) e Russia che si vanno ad aggiungere a quelle già consolidate verso la Turchia.

Infine, i prodotti a marchio SOLO DI PEZZATA ROSSA, sia la carne che i formaggi, stanno riscuotendo sempre più interesse tra i consumatori, in particolare in Friuli-V.G. patria di origine di questa razza, ma anche nelle altre regioni italiane; la diversità di questi prodotti è tangibile e apprezzata tanto che i produttori che utilizzano questo marchio sono oggi oltre 30. Non da ultimo, per dare maggiore identità alla carne di Pezzata Rossa è stato recentemente presentato per l’approvazione al Ministero dell’agricoltura, un disciplinare di etichettatura facoltativa delle carni bovine che certifica ufficialmente la razza degli animali da cui proviene la carne.

 

L'Assemblea dei soci in seduta straordinaria svoltasi il 22 dicembre scorso a Udine ha sancito un cambiamento epocale della struttura di ANAPRI facendola diventare Ente di primo grado degli allevatori.

Questo significa che gli allevatori subentrano alle ARA/APA nella base associativa dell’associazione, quindi gli allevatori sono direttamente Soci di ANAPRI.

Si tratta di un nuovo modello organizzativo, previsto peraltro dalla recente normativa sulla riproduzione animale (DLGS 52/2018), il cui risultato sarà certamente una maggiore vicinanza e partecipazione degli allevatori alle attività dell'Associazione ed allo svolgimento dei programmi genetici

Gli allevatori già iscritti al Libro Genealogico sono, salvo recesso, automaticamente soci di ANAPRI. Il diritto di recesso può essere esercitato entro 90 giorni dall’approvazione.

Va evidenziato che, con il nuovo impianto normativo, è importante che gli allevatori aderiscano alla associazione ed iscrivano i propri capi al libro genealogico nazionale in quanto ciò garantisce l’accesso anche ai servizi di raccolta dati nelle proprie aziende (controlli funzionali), svolti con contributo pubblico.

Vista la dimensione attuale di ANAPRI che conta oggi circa 5000 allevamenti con capi registrati in Libro Genealogico, per garantire una adeguata rappresentatività su tutto il territorio nazionale, sono stati previsti i comitati di razza su base territoriale che verranno definiti prossimamente dal comitato direttivo di ANAPRI. Questi comitati di razza saranno delineati su base regionale o inter-regionale in funzione della numerosità degli allevamenti (almeno 50 allevamenti iscritti per poter costituire un comitato di razza); essi dovranno eleggere, durante specifiche assemblee di comitato indette da ANAPRI, i delegati (allevatori) che parteciperanno poi all’assemblea generale. Il numero dei delegati è proporzionale al numero dei capi iscritti in quel comitato di razza.

Con l’adozione di tale modello organizzativo, l’Associazione diviene Ente selezionatore e si pone in linea con il regolamento comunitario 2016/1012 relativo alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili alla riproduzione, e con il citato DLGS 52/2018 contribuendo sempre più al miglioramento genetico della razza e la sicurezza alimentare di prodotti da essa derivati.