Valutazioni Genetiche

La CTC riunitasi il 20 DICEMBRE 2017 ha autorizzato alcune modifiche nel modello di valutazione genomica ONE-STEP la cui autorizzazione risale a fine 2016. Si tratta di una modifica di un singolo parametro che consente di ridurre l'impatto della diversa completezza delle informazioni di pedigree (numero di generazioni conosciute) nel calcolo degli indici genomici secondo l'approccio SINGLE-STEP. Una razza cosmopolita come la nostra dove si importano molti animali dall'estero, deve fare i conti, infatti, con una spiccata eterogeneità del pedigree. La modifica si è resa necessaria per poter passare i test di validazione previsto da Interbull, organismo internazionale riconosciuto dalla UE come centro di riferimento scientifico per le valutazioni genetiche. . Le modifiche hanno consentito di passare con successo i test previsti. Per completezza informativa anche la procedura di valutazione genetica tradizionale, secondo quanto previsto dai protocolli sempre più rigidi imposti da Interbull, è stata sottoposta a validazione; anche in questo caso i test hanno avuto esito positivo.

L'attività di ricerca nel settore è tutt'altro che conclusa in quanto ai convegni Interbull la tematica delle valutazioni genomiche la fa da maggiore nella scaletta degli interventi scientifici. E' stato proprio un intervento del Professor Ignacy Mistzal (università della Georgia USA), leader del gruppo di ricerca che ha sviluppato il modello single step per larghe popolazioni, che nel convegno tenutosi a Settembre a Tallin in Estonia ha suggerito le modifiche da noi apportate. Nel caso del lavoro da lui presentato riguardava la valutazione per la morfologia della razza Holstein Americana, una popolazione con oltre 7.000.000 animali in pedigree e ben oltre i 550.000 animali genotipizzati. A livello internazionale il capitolo sviluppo delle procedure di valutazione genomica è tutt'altro che chiuso tantoché continue sono le novità che vengono messe a disposizione dal mondo della ricerca al mondo della pratica (chi fa le valutazioni genetiche, nel caso specifico ANAPRI), novità finalizzate a migliorare gli strumenti statistici che vengono utilizzati per il calcolo degli indici genomici. ANAPRI, da sempre è sensibile a queste novità, un po' per forma mentis, un po' per necessità in quanto cerca di sopperire alle dimensioni contenute della nostra popolazione con quanto di meglio sia possibile per il calcolo degli indici genetici.

Le variazioni in classifica nel caso dei tori genomici nazionali sono imputabili quindi a modifiche del modello di valutazione genomica, cambiamenti che hanno determinato una compressione della variabilità degli indici genetici. Questo tuttavia ha portato a variazioni meno evidenti del previsto a livello di classifica, in linea generale, ad eccezione di alcuni casi specifici.

Riguardo alla stabilità delle valutazioni genomiche nazionali, a titolo informativo, i fattori che possono influenzarla sono molteplici e possono essere così riassunti:

  • Cambiamenti del modello di valutazione genomica (come in questo caso).
  • Aggiornamento delle valutazioni genetiche tradizionali. A titolo esemplificativo se un toro genomico è figlio di un toro la cui valutazione genetica cambia (ad esempio se il padre del torello in questione passa dall'essere genomico a toro provato con figlie), la sua stessa valutazione può subire delle variazioni.
  • Incremento del numero di genotipi: nel caso della Pezzata Rossa Italiana, sono disponibili poco più di 5.000 genotipi di cui una parte con osservazioni. L'incremento del numero di animali genotipizzati "utili" (tori con figlie e vacche con record) può concorrere, soprattutto in presenza di un numero relativamente contenuto di genotipi, a determinare delle variazioni delle classifiche come dei parametri di validazione.

A margine di quanto detto, che magari a qualcuno può sembrare un puro esercizio di scrittura, quello che conta sono i numeri. Quali sono quelli a cui l'allevatore è più sensibile??? Sicuramente non sono gli indici genetici di un toro ma lo sono le Performance produttive, gli aspetti morfologici, le performance sanitarie, la longevità delle vacche che loro allevano. Detto questo, anticipo che sarà oggetto di un articolo pubblicato sulla prossima nostra rivista, ma anche sul presente sito, un piccolo e semplice lavoro nel quale si confrontano questi aspetti differenziando le figlie dei tori nazionali rispetto a quelle dei tori esteri. I risultati evidenziano che da un punto di vista fenotipico le differenze non sono significative, nonostante fino a pochi anni orsono la maggior parte di seme estero era di tori provati (profumatamente pagati) che si confrontava con figlie di tori nazionali che per buona parte erano in prova di progenie (neanche valutati genomicamente, ma scelti solo sulla base del pedigree e del metodo TEP...."TRADIZIONE, ESPERIENZA, PASSIONE"). Questo non è un anatema verso la genetica estera; sarebbe da stupidi oltre che da intellettualmente disonesti non riconoscere il contributo che essa ha dato, da e darà alla selezione nazionale, ma vuole solo essere un modo per evidenziare come il lavoro a livello nazionale venga fatto con professionalità e serietà con risultati che tangibili andando oltre quello che indici genetici possano dire.

L'utilizzo della genetica nazionale non deve essere fatto per fare un piacere ad ANAPRI ma deve essere fatto perché, come dimostrano i fatti, è vantaggioso per l'allevatore stesso ed anche perché esce da uno schema di selezione e da un sistema allevatoriale di cui lui stesso fa parte.

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